28 Marzo 2005

I Video: Unfinished Sympathy



Regista: Baillie Walsh

Un video che forse è il sunto del pensiero dei Massive Attack...un pensiero lento, malinconico, avvolto in un'atmosfera soffusa fatta di suoni rallentati e ritmica dilatata...
Il video segue una Shara Nelson, impegnata a camminare [e cantare]attraverso malinconici blocks di Pico Avenue (Los Angeles), attorniata da facce poco rassicuranti, freakers che non attirano la sua attenzione, e anche persone noralissime...ma lei prosegue, senza degnare nessuno di uno sguardo, che resta fisso davanti a sè, come se volesse sfidare il mondo...mentre la sua voce armoniosa sembra creare un'aura di dolcezza in cui si immerge, distaccandosi dal resto...finchè la telecamera sembra rallentare, come se si fosse stancata di seguirla...lasciando che svolti l'angolo, e che scompaia dalla vista...
"Ogni persona usa svariati modi per tenere nascosti i prori sentimenti...ma c'è sempre un modo per entrare..."
È infatti questo il tema centrale del video: la privacy.
Tutti i personaggi del video scacciano l'occhio della telecamera, come se fosse un'invasione...dapprima le gang di neri, bianchi ed ispanici, che la allontana con minacce...poi dal bambino con la pistola giocattolo, che finge di sparare all'obiettivo...e infine si posa sulla Nelson, chiusa nei suoi impenetrabili pensieri...come, del resto, i personaggi della socialità disgregata che la circondano.
Una rappresentazione di un minimalismo crudo ed essenziale, che spiega alla perfezione il background culturale dei Massive Attack, background fatto di graffiti, suburbia e miscuglio di slang.
 
25 Febbraio 2005

Le Collaborazioni

I Massive Attack nelle loro opere si sono fatti affiancare da artisti di vario genere, ottenendo così canzoni estremamente poliedriche e che spaziano in tutti i campi...arrivando spesso a consolidare rapporti che diventeranno quasi una costante nei loro lavori.
Primo fra tutti c'è sicuramente Tricky, che inizialmente era davvero parte integrante del gruppo, ma che poi [dopo Blue Lines] ha seguito la carriera solista [consiglio a tutti il suo album Maxinquaye].
Purtroppo una rara malattia lo aveva colpito, facendolo quasi cadere in depressione, e anche la sua musica ne aveva risentito, tanto che i suoi album dopo Maxinquaye rasentavano la follia e sembravano urla di disprezzo contro il mondo.
Fortunatamente, è riuscito a riprendersi, e con "Blowback", uscito nel 2001, la sua musica è sì ancora a tratti ossessiva, ma libera di tutto quel peso di dolore che ha accompagnato gli album precedenti.



Shara Nelson è anche lei molto presente nel suo primo album, e la sua voce profonda e vibrante dona atmosfere magiche.
La sua collaborazione coi Massive Attack era iniziata molto tempo prima però, ancora quando si chiamavano Wild Bunch, infatti Shara fu presentata al gruppo da Adrian Sherwood, boss dell'etichetta londinese On-U Sound, e insieme nell'86 incisero "The Look Of Love", una cover di Burt Bacharach, in cui già si sentivano le future sonorità che avrebbero contraddistinto il gruppo.



Anche Horace Andy [vero nome Horace Hinds] è uno dei più attivi collaboratori dei Massive Attack, e infonde il suo stile puramente reggae nelle canzoni, donandogli un'anima più ritmata, spesso frutto di improvvisazioni al microfono, come in "Five Man Army".



Craig Armsotrong è un uomo misterioso, ma la sua abilità al piano è indubbiamente speciale.
Suoi sono gli accordi nella celeberrima Heat Miser, e tutte le sue opere non possono che definirlo uno dei più grandi compositori post-moderni.



Elizabeth Fraser è la voce dei Cocetau Twins, un gruppo degli anni '80, e la sua dolcissima voce, fatta di pura musica, eterea e con gorgheggi più simili al sussurro che all'acuto, ha donato alla favolosa Teardrop un'atmosfera magica.
Recentemente l'abbiamo risentita nella colonna sonora de "The Lord Of The Rings".
 
18 Febbraio 2005

I Video: Teardrop



Forse uno dei video più famosi dei Massive Attack, probabilmente visto da tutti almeno una volta, e impossibile da dimenticare...non capita tutti i giorni di vedere un bambino, ancora nel ventre materno, che canta!
L'idea è nata dal fatto che durante la registrazione del brano Elizabeth Fraser [voce dei Cocteau Twins, che in Mezzanine canta proprio "Teardrop"] fosse incinta, così i Massive Attack le hanno chiesto, con molta delicatezza, se approvasse l'idea...una scelta dettata dal fatto che, come ha detto 3D, "Secondo noi toccava in primo luogo a lei approvare una idea del genere. Era una cosa molto delicata, e non spettava a noi giudicare, perché essendo uomini, non possiamo capire che rapporto c'è tra una madre e il suo bambino."
È stato proprio catturando il movimento delle labbra della futura mamma che si è riusciti a far "cantare" il feto nel video.
L'immagine di fondo, un pò inquietante, viene presto spazzata via dall'assoluta dolcezza della canzone, e comunica solo purezza incontaminata...
Nel video questa canzone riesce a trasmettere ancora meglio il suo messaggio profondo, che rappresenta l'inizio e la fine al tempo stesso..."la paura prima di nascere e quella prima di morire sono la stessa cosa, perché in tutti i due casi ti trovi ad affrontare qualcosa di sconosciuto."
E rimane una stupenda celebrazione della vita...

Una curiosità: Il video vinse il premio come miglior video dell'anno agli MTV Awards del '98. Durante la cerimonia, il riconoscimento fu consegnato da Sarah Ferguson, membro o ex-membro della famiglia reale inglese, che presentò il gruppo dicendo di non averli mai sentiti, e storpiò il loro nome. Robert "3D" Del Naja ritirò il premio e ringraziò: "Fuck you very much".
 
17 Febbraio 2005

*SONDAGGIO*

Qual è il tuo album preferito dei Massive Attack?

1. Blue Lines
2. Protection
3. No Protection
4. Mezzanine
5. 100th Windows
6. Danny The Dog

Cos'è il "Trip-Hop"?

Parlare del trip-hop non è facile, definirlo, ancora meno.
Tecnicamente, si può dire che è basato sulla musica elettronica con basso tempo di battuta, di solito al di sotto dei 120 bpm [solitamente varia dai 55 ai 110].
In realtà è una fusione fra musica elettronica ed hip-hop, spesso con sperimentazioni varie come intervalli di battuta o introduzione di elementi eterei e di sottofondo.
Ma non è soltanto questo.
Il trip-hop riceve influenze da altri generi, a volte notevolmente distanti l'uno dall'altro, e li condensa in uno stile unico.
Non è difficile infatti ritrovare sensazioni riconducibili ad ambientazioni ambient, jazz, acid jazz, underground, funk, soul, reggae, dub, new age o breakbeat.
È anche per questo che è difficile definire il trip-hop, perchè espande il suo campo in praticamente qualsiasi ramo, riuscendo difficilmente a permettere una collocazione ben definita.

Il nome "trip-hop" è infatti un tentativo dell'industria musicale degli anni '90 per definire questo genere appena nato, e dargli delle caratteristiche assolute.
Il genere nasce verso la fine degli anni '80, e veniva definito come "Musica di Bristol" perchè è nato attorno a quella zona, prima coi Wild Bunch, poi con Massive Attack e Tricky.

Non c'è una semplice formula per definirlo perchè, come già detto, è un genere troppo vario.
È un insieme di musica e di sperimentazioni.
Può essere cantato, o solo suonato, può ricordare le melodie soffuse del jazz o quelle più ritmate del drum'n bass.
A volte è l'espressione del lato oscuro della musica, inquietante e seducente.

Forse non ci sono parole per definirlo, ma solo sensazioni.
 
22 Gennaio 2005

Danny The Dog [Original Soundtrack]



Anno di Produzione: 2004
Etichetta: Virgin

Track list:

- Opening Title
- Atta' Boy
- P is for Piano
- Simple Rules
- Polaroid Girl
- Sam
- One Thought at a Time
- Confused Images
- Red Light Means Go
- Collar Stays On
- You've Never Had a Dream
- Right way to Hold a Spoon
- Everybody's Got a Family
- Two Rocks and a Cup of Water
- Sweet is Good
- Montage
- Everything About You is New
- The Dog Obeys
- Danny the Dog
- I Am Home
- The Academy


I Massive Attack tornano, e di nuovo sconvolgono con la loro sperimentazione.
Prima d'ora infatti non avevano offerto molto al cinema, salvo qualche sparuta apparizione, ma mai una colonna sonora completa, dall'inizio alla fine.
Ed ecco che 3D torna alla carica e si getta in questa nuova avventura, fornitagli dal produttore di "Danny The Dog", Luc Besson [già conosciuto per "Leon" e "I Fiumi Di Porpora"], e dal regista, Louis Leterrier.
Una lavorazione di oltre 11 settimane, in cui la band si è impegnata per accompagnare degnamente sia le scene d'azione che quelle malinconiche del film.
E chi meglio dei Massive Attack poteva riuscirci?
Atmosfere frenetiche ed ossessive, come in "Sam’s Tunes", "Right Way To Hold A Spoon" e "Everybody’s Got A Family", si alternano al tipico stile trip-hop dei Massive, che si fa riconoscere in canzoni come "Collar Stays On" o "Polaroid Girl".
Atmosfere intense e quasi ossessive in "Atta’ Boy" e "Simple Rules", che mutano in strutture sonore che privilegiano nuovamente la strumentalità di chitarre, che man mano si accrescono di particolari e di musicalità di malinconici archi, piani ed orchestra in "You've Never Had A Dream" e "Two Rocks And A Cup of Water", tornando a rendere l'atmosfera psichedelica in puro stile Massive.
Preferisco non parlare molto del film, basta un accenno alla trama:

È la storia di Danny [ Jet Li ], uno schiavo che non ha nè istruzione nè educazione, è stato addestrato solamente a combattere, e lo fa in una sorta di moderna arena contro altri schiavi-gladiatori, istigato dal suo padrone Bart [ Bob Hoskins ], che lo tratta come un vero schiavo, facendogli pure indossare un collare.
La sua mente e la sua personalità sono come quelle di un bambino, e quasi non si rende conto di quello che fa, non potendolo comprendere.
Dopo che Bart va in coma a causa di un incidente stradale, Danny incontra un accordatore di pianoforte, anziano, gentile e cieco [ Morgan Freeman ], che si servirà della musica per insegnare a Danny un po' di umanità e di sentimenti, facendogli vedere un altro aspetto della vita che finora Danny non aveva mai potuto conoscere ed apprezzare.
[il film uscirà nelle sale a Febbraio].

Danny The Dog parla del potere dell'amore, della terribile violenza di cui è capace l'uomo e della meraviglia della musica.
E i Massive Attack hanno potuto una volta di più dimostrare la loro abilità, sapendo cogliere ed esprimere fino in fondo tutti i toni intricati e le complesse sfumature del film, rivoluzionando anche il loro modo di concepire il tempo nelle canzoni.
Infatti in quest'album sono pochi i brani che superano i due minuti, il ritmo è serrante, quasi affrettato e impulsivo, che scorre via in una folle corsa, intervallato da attimi di respiro profondo.

100th Windows



Anno di Produzione: 2003
Etichetta: Virgin

Track list:

- Future Proof
- What Your Soul Sings
- Everywhen
- Special Cases
- Butterfly Caught
- A Prayer For England
- Small Time Shot Away
- Name Taken
- Antistar
- I Against I (bonus track)


Epoca di cambiamenti per i Massive Attack.
Dopo l'enorme successo di Mezzanine, il gruppo si sfalda, da una parte perchè Andrew "Mushroom" Vowles sembra non approvare alcune scelte e preferisce dedicarsi alla carriera solista, dall'altra perchè diventare padri aggiunge nuove responsabilità, e quindi anche Grant "Daddy G" Marshall abbandona.
Robert "3D" Del Naja rimane solo, quindi, e la paura che i Massive Attack siano finiti è forte.
Ma ecco arrivare 100th Windows, che si dimostra in puro stile Massive Attack, e che prosegue la strada tracciata da Mezzanine, sprofondando sempre di più nell'oscuro e nell'ipnotico, con suoni sintetici e asettici, fatta di atmosfere rarefatte, psichedeliche in molti tratti, che proiettano le nostre orecchie e la nostra psiche in un viaggio etereo senza una destinazione precisa, in un luogo sperduto e desolato, dove esiste solo la musica e chi la ascolta...
Con questo album si vede crescere lo stile di 3D, che ormai rimasto solo, rinuncia in gran parte agli aspetti ballabili delle canzoni, per lasciarsi andare a ritmi più seducenti e che scivolano addosso, come pioggia nera e psichedelica.
Rimane un grandissimo lavoro, anche se a lungo sofferto e atteso, che dimostra la capacità di 3D di non adagiarsi su clichè e di non lasciarsi trasportare dalla cresta dell'onda, ma di essere in grado di sfornare ancora qualcosa di nuovo e sublime, dimostrando sicurezza in sè e nei suoi mezzi.
La malinconica e freddissima "Future Proof", che apre l'album, è cantata dallo stesso 3D, che quasi ipnotizza con la sua voce, con l'andamento pigro ma catturante.
La sorpresa più grande è forse in "What Your Soul Sings", un inno all’amor di sé, dove la voce di Sindead O'Connor fa da padrona, e che circondata dagli archi e dall'elettronica, in "Special Cases" si trasforma in opera d'arte che avvolge sonoramente, per poi infine farsi riconoscere totalmente per la sua voce in "A Prayed For England", dedicata all'infanzia sfortunata britannica.
Horace Andy fa di nuovo capolino in "Everywhen", consolidando l'ormai eterno rapporto col gruppo, che ricorda parecchio i Depeche Mode più sperimentali, quelli che si sbizzarriscono nelle b-side o nei self-remix. Una canzone che sembra voler annullare ogni nozione di spazio e tempo, notturna e luminosa allo stesso tempo.
E di nuovo 3D si lancia nel canto con "Butterfly Caugh", che stavolta fa sentire di più il ritmo, ma è un ritmo minaccioso ed inquietante, accompagnato da un crescendo strumentale perfettamente sincronizzato, impregnato di atmosfere spettrali e notturne.
Ormai avvolti da un tiepido bozzolo di note, si arriva purtroppo a qualche incrinatura con "Small Time Shot Away" e "Name Taken", che sembrano non reggere il confronto con le canzoni precedenti, rovinando impercettibilmente la sapiente scrittura e costruzione dei brani che fa da supporto una cura del suono certosina, con i testi che accompagnano la musica con riflessioni sospese tra richiesta di amore, introspezione e libertà dei sentimenti.
Ma si rimane di nuovo senza fiato con "Antistar", con 3D che torna alla voce e piazza un altro colpo vincente, in un misto di influenze orientali e di archi in crescendo, chiudendo in bellezza l'album.
Seppure con qualche piccola imperfezione, l'album rimane un'ottima conferma del fatto che il marchio Massive Attack esiste ancora e non ha certo perso il suo smalto, ma prosegue imperterrito lungo la sua strada, sempre più privi di confini e limiti...come "un'ultima centesima finestra che rimane sempre aperta, nella nostra psiche, a disposizione anche dell'inaspettato e del sommerso del nostro subcosciente."

:: Ora, la rivoluzione è diventata un classico. ::

Mezzanine



Anno di Produzione: 1998
Etichetta: Virgin

Track list:

- Angel
- Risingson
- Teardrop
- Inertia Creeps
- Exchange
- Dissolved Girl
- Man Next Door
- Black Milk
- Mezzanine
- Group Four
- (Exchange)


Durante l'estate del '97, per promuovere la loro apparizione al festival musicale annuale di Glatonbury, il gruppo realizzò un nuovo EP, Risingson, attorno al quale si radunano le idee e finalmente, dopo una lunga attesa, esce il nuovo album dei Massive Attack: Mezzanine.
All'uscita dell'opera è facile domandarsi se i Massive Attack sono stati fiaccati dal successo ottenuto, visto che in questi anni si sono fatti sentire solo per remixare pezzi altrui e per rendere noti mille progetti mai realizzati.
Ma Mezzanine si rivela in realtà curatissimo, che ripaga totalmente l'attesa.
È tempo di cambiamento però nella musica del gruppo, che infatti si fa più suonata, con interventi di chitarra e batteria, anche se in realtà i Massive Attack non fanno altro che seguire la loro strada di esplorazione della musica, lasciando nuovamente interdetti coloro che li avevano rinchiusi nella classificazione del trip-hop.
Nell'album infatti i confini si espandono ancora, prendendo inflessioni orientaleggianti, come in "Inertia Creeps" e "Group Four", lasciandosi trasportare da testi e musicalità oscure e inquietanti.
Ormai non è più campionamento, ma non è neppure solo musica suonata.
È un sublime equilibrio, che sfocia in raffinate canzoni come "Teardrop" o "Black Milk", in cui risalta la voce dark di Liz Fraser dei Cocteau Twins.
Ma non mancano le vecchie comparse, come l'amica e grande produttrice reggae Horace Andy, che dimostra di essere in perfetta forma in canzoni come "Angel", una canzone da sterminio dei sensi, e "Man Next Door".
Mezzanine si rivela quindi un album praticamente perfetto, che conferma i Massive Attack come grandi protagonisti della scena notturna londinese di fine secolo.

:: Questa è musica, adesso!! ::

Protection



Anno di Produzione: 1994
Etichetta: Virgin

Track list:

- Protection
- Karmacoma
- Three
- Weather Storm
- Spying Glass
- Better Things
- Eurochild
- Sly
- Heat Miser
- Light My Fire [live]


Si apre nel 1994 il secondo capitolo dei Massive Attack, che anche questa volta si appoggiano a illustri partecipazioni per creare un altro album che forse non è al livello del precedente e dei successivi, ma che solo per opere come la seducente e maledetta Heat Miser, o la delicatissima Protection, fanno meritare all'album di essere ascoltato più e più volte...solo che purtroppo non convince fino in fondo.
Da ricordare sono sicuramente:
- La voce sensuale di Tracey Thorn dagli Everything But The Girl, che si fa subito notare, insieme a quella di Nicolette;
- La claustrofobica "Karmacoma", pezzo pieno di tensione, il cui video è prodotto dall'altrettanto inquietante David Lynch;
- L'influenza reggae in "Spying Glass", ad opera di Horace Andy;
- L'intensa ed epica "Sly", che fa molto colonna sonora;
- E infine, la magnifica fusione fra le inquietanti note di un piano al "L'Esorcista" e contaminazioni che portano a suggestioni ambientali e che ricordano gli Enigma e Brian Eno, vanno a formare il capolavoro maledetto di quest'album "Heat Miser", definita "frammento oscuro, buio e maledetto".

Blue Lines



Anno di Produzione: 1991
Etichetta: Virgin

Track list:

- Safe From Harm
- One Love
- Blue Lines
- Be Thankful For What You've Got
- Five Man Army
- Unfinished Sympathy
- Daydreaming
- Lately
- Hymn To The Big Wheel


Ecco quindi apparire sulle scene il primo album dei Massive Attack.
Le contaminazioni reggae, hip-hop, R&B, si fondono con la musica tipica dei club londinesi e il sapiente lavoro elettronico di un D.J.
È un album epocale, che fonda un nuovo genere musicale, anche se forse questo genere di musica non è classificabile, perchè sembra sempre giocare sul filo del cambiamento.
Un album che sa di onirico e psichedelico, di una musica che non ha confini definiti o riferimenti precisi, ma solo la voglia di portare qualcosa di nuovo.
Dal basso oscuro di "Sale From Harm", ai beat del famosissimo singolo "Unfinished Sympathy", alla confusione generata da "Daydreaming" e "Hymn To The Big Wheel" per l'inclassifibilità della musica, che sconvolge sia i nightclubbers che i detrattori della musica "non suonata", alla fine rimane solo la sensazione di aver assistito alla creazione di qualcosa di nuovo, che presto diverrà classico.
 
21 Gennaio 2005

Chi sono i Massive Attack?

La storia dei Massive Attack è legata alla loro città natale, Bristol, da cui deriva il cosiddetto Bristol-sound, di cui Massive Attack e Portishead ne sono pioneri.
Tutto inizia quando i Wild Bunch sconvolgono il mondo musciale anglosassone con un'azzardata quanto azzeccata fusione fra punk, reggae e R&B.
Nonostante il successo il gruppo però si scoglie, ma gli ex componenti della band Grant "Daddy G" Marshall e Andrew "Mushroom" Vowles entrano in contatto con il writer e graffitista Robert "3D" Del Naja, formando così i Massive Attack.



Dalle loro opere nasce il trip-hop, nuovo genere musicale con influenze di vario genere, che ben presto diventerà un classico molto amato.
Il primo singolo “Daydreaming” esce nel '90 e si avvale del contributo della vocalist Shara Nelson e del lavoro ai piatti di Tricky. In seguito escono altri due singoli, “Unfinished Sympathy” e “Safe From Harm”, per poi essere raccolti tutti e tre nell'opera prima di questo gruppo, "Blue Lines".

...ma di questo, si parla nel prossimo post ;)

*begin*

Inizio oggi quest'avventura con questo Mega_Sito tematico dedicato ai Massive Attack.
Voglio esordire dicendo che questo non vuole essere un blog "tecnico", considerato che non sono un musicista, ma solo un modo per fornire informazioni e dedicare un piccolo spazio a questa favolosa band.
Non aspettatevi quindi relazioni molto profonde sotto l'aspetto musicale, ma piuttosto aspettatevi emozioni, perchè i Massive Attack sanno trasmetterle benissimo.

*enjoy*
 

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